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Ambra Starlet

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Ambra Starlet
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Scritto da Ambra   

Ambra StarletSono nata a Roma il 27 novembre del 1969, da padre ungherese, un dissidente politico emigrato in Italia durante gli anni della guerra fredda, e madre napoletana.
Ho studiato in un rinomato liceo scientifico romano, dove mi sono diplomata a pieni voti nel 1988.
Avrei voluto lavorare nella televisione, ma non certo come showgirl o come persona che "appare" sugli schermi, avrei voluto lavorare dietro le quinte. Quindi, sempre a Roma, ho seguito un corso di riprese video, dove ho imparato ad usare bene una qualsiasi telecamera.
Dopo la caduta del muro di Berlino, mio padre ha deciso di tornare in Ungheria, per assumere un incarico politico nel nuovo Stato, nato dalle ceneri del vecchio regime.
Nel 1992 l'ho raggiunto, a Budapest. Ho iniziato a lavorare, soprattutto quelli frequentati dai turisti italiani che iniziavano ad arrivare ogni anno, grazie al fatto di essere madrelingua italiana, prima come cameriera, poi come entraineuse, poi come spogliarellista.
Nello stesso anno ho avuto la mia "occasione", vincendo un posto messo a concorso per accedere ad un corso biennale presso l'Accademia del Cinema di Budapest. Il corso riguardava la realizzazione di documentari, sia didattici che di cronaca. Anche in questo caso, mi sono diplomata a pieni voti, pensando di aver tracciato la strada della mia carriera: mi sarebbe piaciuto molto fare la documentarista.

Prima videomaker, poi montaggio video, con il sogno di essere un giorno regista, come obiettivo.
Ho lavorato per le nascenti TV private ungheresi per molti anni. Mi sarebbe anche piaciuto tornare in Italia, ma si sà, da noi il mercato televisivo è monopolizzato, con poche possibilità di accedervi professionalmente, e poi da noi i documentari sono una piccola nicchia che conta meno di nulla.
Anche per me, un giorno è arrivato un successo. Nel 1995, per una TV privata ungherese, ho realizzato un documentario sulla Croazia appena emersa dalla guerra, e sono stata premiata ad un concorso nazionale, nella sezione documentari, per il miglior montaggio. Questo premio mi ha permesso di farmi un nome, nel giro dei cortometraggi, e di trovare lavoro a volontà. Così, è andato a finire che ho lavorato in Ungheria fino al 2005.
Nel 1997 ho dato alla luce mio figlio Igor, che vive con me e che adoro. Lo sto praticamente crescendo da sola, dato che ho perso di vista il padre da quasi dieci anni.

Poi, come accade spesso, arriva la disoccupazione, le difficoltà, il precariato. Con l'avvicinarsi dell'ingresso dell'Ungheria in Unione Europea, le cose sono peggiorate rapidamente, è cambiata la politica, sono diminuiti gli introiti pubblicitari delle TV. Vi assicuro che nel 2005 in Ungheria c'era crisi seria del lavoro, e quando la crisi è seria... il cinema, soprattutto quello di piccola produzione, è il primo a prendere botte.
Così, ti ritrovi a 35 anni a rispondere agli annunci sui giornali e su internet che riguardino una videocamera, non importa se fissa o a spalla, il montaggio, la regia, il cinema.
Proprio per riciclarmi, iniziai a guardare a Internet per motivi professionali, per cercare di adeguarmi al cambio dei tempi. All'epoca, era ancora il 2005, vivevo in Ungheria, erano i mesi autunnali, appena precedenti al mio trasferimento prima in Croazia, poi in Slovenia.

Insomma, per farla breve, un giorno rispondo ad un annuncio, si cerca per una videoproduzione un addetto al montaggio free-lance, cioè free-lance in questo settore significa uno o una che faccia il montaggio, si prende i soldi e sparisce, senza farsi assumere da nessuna casa di produzione.
Rispondo e... mi chiamano.
E siccome la disperazione (economica) era davvero tanta (tre mesi che non lavoravo), accetto. Accetto anche se al telefono mi dicono di che si tratta. Il montaggio era per la produzione di un film porno. Ma mica uno di quei film famosi e importanti, con le star... No no, proprio una cosa di scarsa qualità.
Il montaggio andò bene, anche se il film faceva proprio pena, ma il mio lavoro lo feci così bene che andò a finire che mi chiamarono di nuovo.

Così è iniziata la mia "seconda carriera". In Slovenia, in Croazia. Ma anche il porno doveva finire in crisi, sotto la pressione della rete, di Internet. Così, per lavorare anche nel settore erotico ci si è dovuti adeguare a lavorare nella rete. La cosa mi è piaciuta, perchè dal punto di vista tecnico la trovo interessante, e così ho finito per "trasformarmi" lavorativamente ancora una volta, ed oggi gestisco un network di siti internet erotici.

Certo, il network ha come entrate solo quelle pubblicitarie, per cui il guadagno non è poi molto. Ma abbastanza per campare dignitosamente!
Oggi, sono una quarantenne un po' formosa che dalla mattina alla sera si occupa di erotismo nella Rete: come direbbe mia madre, parafrasando il grande Totò: "Che s'adda fà per campà".
Ogni tanto, naturalmente, non disdegno di riprendere in mano l'attrezzatura per il montaggio video.