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Sono passati circa 20 anni da allora, forse anche qualcuno in più, infatti ero io ad avere 20 anni. Era l'ultimo periodo in cui vissi a Roma, ed era estate. D'estate era mia buona abitudine trovarmi un lavoro per mantenermi gli studi, che poi non avrei concluso, e quella volta trovai occupazione presso una boutique in centro; facevo cioè la commessa ed aiutavo i clienti a misurare gli abiti e a dar loro consigli sulle taglie da indossare e altro ancora. Ma, essendo un negozio molto chic, mi vestivo sempre elegante o quanto meno in modo ricercato.
Inutile dire che, in un negozio del genere, la bella gente (sia uomini che donne) abbondava. Ce n'erano per tutti i gusti, bionde, more, palestrati e persino un paio di modelli che posavano spesso su una rivista di moda locale! Io avevo puntato gli occhi su un bel biondone, sui 27 anni, molto fine ma al contempo ben messo fisicamente, sguardo che uccide, uno strafigo di classe. Ero convinta che con lui difficilmente avrei avuto qualche chance, non perché io dubiti di me stessa e del mio sex-appeal, ma perché lui sembrava effettivamente di un altro pianeta. Inoltre ero convinta che con tutte le donne che gli ronzavano dietro, anche una carina come me sarebbe stata solo una delle tante per lui! Si chiamava Roberto. Lavorando nello stesso reparto, eravamo sempre insieme tanto che l'amicizia tra noi due si rinsaldava giorno dopo giorno. Mi trovavo davvero bene con lui, che quasi non pensavo più al sesso e all'attrazione oserei dire carnale che provavo, ma cercavo di essergli amica perché oltre a risultarmi assai caruccio, mi era anche troppo simpatico e cominciavo davvero a volergli bene.
Un giorno, verso la fine di giugno, era una giornata di magra, clientela poca, e noi lì, con le mani in mano e senza niente da fare. Io ero andata in magazzino a riordinare la merce in arrivo e a fare l'inventario degli articoli da esporre, e quando tornai al banco, vidi Roberto che parlava con Grazia e Cinzia, due more da leggenda. Ascoltai per puro caso la loro conversazione, parlavano di sesso anche se non avevo percepito bene l'esatto oggetto delle loro disquisizioni anatomiche!
Io ovviamente non intervenivo in discorsi che non mi riguardavano, oltretutto non ero ancora in confidenza tale da permettermi di parlare con loro di certe cose. Ma fu proprio Grazia ad addentrarmi nella loro discussione chiedendomi spudoratamente qual era la posizione sessuale che più preferivo.
Vi confesso che arrossii leggermente (mi sarei inzoccolita solo tempo dopo, durante i miei anni in Ungheria). Mi guardai un po' attorno, come se ciò che stavo per dire fosse un segreto di Stato, suscitando la loro ilarità. Lei diceva che gli uomini in generale preferiscono la posizione tradizionale, con lui sopra e lei sotto, ma io le risposi che adoro molto essere presa da dietro, alla pecorina. Cinzia e Roberto sorrisero guardandosi imbarazzati dalla mia affermazione senza pudore, mentre Grazia insisteva nello stuzzicare Roberto e gli disse: "Certo, voi uomini a parole siete tutti bravi, ma bisogna vedere anche la durata delle vostre prestazioni. Il mio ragazzo non riesce a trattenersi per più di dieci minuti."
Io la guardai e le dissi: "Hai ragione, gli uomini possono dire qualunque cosa, ma sono i fatti ciò che contano, sei d'accordo?" Tentavo di instaurare un seppur minimo rapporto di complicità con le due ragazze. Non sapevo ancora perché, ma cominciavo a sentire il presagio che un'amicizia con loro mi avrebbe riservato gradevolissime sorprese.
Lei annuì e sorrise. Il discorso finì là, anche perché cominciarono ad arrivare clienti e ci rimettemmo a lavorare. Dopo un paio d'ore fummo nuovamente liberi, e io tornai in magazzino con Cinzia e Grazia. Eravamo intente a finire di fare l'inventario, quando sentimmo le voci dei ragazzi all'interno del magazzino. Oltre Roberto, c'erano anche Pino e Franco, due ragazzi che lavoravano nel nostro stesso reparto. Ci salutarono. Grazia disse a tutti: "Oggi è arrivato il momento di far entrare anche Ambra nel nostro piccolo club" Io li guardavo cercando una risposta nei loro sguardi, ma li vidi solo sorridere. Cinzia chiuse la porta a chiave, e, tornando da noi, stava già cominciando a spogliarsi. Rimase con il reggiseno bianco e le mutandine con il leggero bozzo del salvaslip. Oddio, questi volevano sesso!
La cosa non mi dispiaceva certo, ma mi sentivo un po' a disagio, avrei voluto magari darmi una piccola rinfrescata alle parti intime prima di farmi vedere da loro. Però mi stavo eccitando e la mia fichetta cominciava ad inumidirsi abbondantemente, mentre anche Grazia e i maschietti cominciarono a svestirsi. Grazia mi guardò con quei suoi occhioni verdi da gatta dicendomi: "Preparati, che questi sono davvero bravi" riferendosi ai ragazzi. Pino e Franco si tolsero subito i pantaloni, rimanendo in boxer e facendoci ammirare i loro pacchi consistenti. Poi Cinzia prese l'iniziativa e tolse le mutande a Pino facendolo rimanere con l'uccello al vento. Era ancora un po' moscio, ma si vedeva subito come il cazzo di Pino era più che discreto, anche se non chissà che!
Dalla disinvoltura che vedevo negli sguardi di tutti, era chiaro che non era la prima volta che si ammucchiavano in magazzino. Ora capivo dove andavano tutti quanti a metà mattinata, lasciandomi praticamente sola in negozio... che maiali! Grazia mi guardò con insistenza. Erano tutti mezzi nudi e compresi che anche io dovevo fare la mia parte. Nemmeno per un attimo pensai di sottrarmi a quella situazione. Evidentemente quei porcellini dei miei colleghi mi avevano studiata bene! Roberto si avvicinò a me, e con estrema delicatezza poggiò le sue mani sul mio seno ancora nascosto dal top che indossavo sotto la giacca. Palpò bene come per constatare le mie fattezze. Notai sul suo volto un monito di soddisfazione, proprio nel momento in cui introdusse la sua mano destra sotto la mia gonna, quasi lacerandomi le calze. Sghignazzò quando il contatto della sua mano con i miei slip gli fece capire che ero tutta bagnata di eccitazione. Lo disse agli altri e, inaspettatamente fu proprio dalle due ragazze che ricevetti i commenti più spinti!
Intanto gli altri si erano liberati completamente dei loro indumenti e ora potevo ammirare i loro corpi, completamente nudi. Roberto mi adagiò su un cartone e cominciò a spogliarmi di sotto, togliendomi la gonna e le mutandine. Rimasi con la fica al vento, ma per fortuna mi ero depilata ai bordi proprio due giorni prima e quindi lo spettacolino doveva essere di buon gusto! Chiesi a lui chi era rimasto fuori a servire i clienti, e lui mi rispose che c'era Francesca. Chiesi alle ragazze perché proprio lei fuori e non qui con noi. "Perché ha il ciclo, altrimenti era qui con noi" mi rispose Grazia mentre tastava il cazzo già abbastanza duro di Franco.
Era una situazione decisamente strana trovarmi su quel cartone, oscenamente sdraiata con le cosce divaricate e vedere altra gente fare sesso. Ma sapevo solo una cosa: mi piaceva tanto essere lì! Pino era il ragazzo più lanciato nella situazione, spingeva la testa di Cinzia verso di sé, desideroso di farsi spompinare il più velocemente possibile. Vedevo che Cinzia era volenterosa, ma francamente i pompini li sapevo fare meglio io. Lei non ci metteva l'anima e nemmeno la lingua, usava solo le labbra. Che tristezza!
Grazia era la mia preferita. Bella, disinibita, con un fisico da modella e voglie da gran puttana. Si era posizionata alla pecorina in attesa che il bel Franco la prendesse con decisione. Roberto si tuffò sul mio sesso, deciso a leccarlo. Oddio, non volevo, non mi sentivo a posto, dopo una mattinata senza nemmeno darmi una lavata là sotto. Ci pensò lui però a farmi tornare pienamente a mio agio, dimostrandomi di gradire molto il sapore del mio sesso. Io intanto, più che sulle sensazioni della sua lingua sul mio clito, mi ero incantata a vedere Franco che scopava Grazia alla pecorina a pochi passi da me. Era come se fossi tornata bambina, capace di stupirmi per le cose più naturali della vita. La sentivo gemere sommessamente ad ogni spinta pelvica che lui le assestava con una certa decisione. Poi Franco si fermò, tirò fuori il suo arnese eretto da dentro Grazia e lo posizionò sul buchetto più in alto!
Non avevo mai assistito ad una sodomizzazione che non riguardasse me e la cosa mi incuriosiva. Roberto però si staccò un attimo da me e fece un cenno di intesa a Franco. Volevano forse provare la doppia? Infatti fu proprio così. Roberto si sdraiò su una coperta che i maiali dei miei colleghi usavano per le occasioni. Notai un po' maliziosamente delle macchie ben visibili su quella coperta! Grazia montò su Roberto, fu lei stessa che prendendo il suo uccello con la mano se lo sistemò comodamente in vagina, mentre Franco le si posizionò dietro. La doppia penetrazione ebbe inizio, ci vollero un paio di minuti prima che trovarono il ritmo giusto, la giusta coordinazione. Io intanto ero rimasta sola e senza partner.
Ma Cinzia e Pino mi vennero in aiuto. Pino mi chiese se volevo scopare e io non seppi oppormi. Cinzia però lo fermò dicendo di mettersi il preservativo prima di penetrarmi. Se lo mise con una certa foga, era chiaro che gli andavo a sangue. Volle prendermi alla pecorina, mentre io leccavo la fichetta di Cinzia, che sembrava gradire molto il servizio completo. Il corpo di Cinzia era forse meno bello di quello di Grazia, ma la sua fica era magistrale! Un cespuglietto di peli irresistibile per le mie tendenze bisex!
Non potevo negare però che il trattamento riservato alla mia vagina dal cazzo di Pino era davvero considerevole. Mi assestava certe botte in pancia da brivido, e una donna, queste cose le sente meglio alla pecorina! Cinzia lanciava urletti a malapena soffocati, bene, la mia lingua era in gran forma e presto anche lei avrebbe ceduto al Dio orgasmo. Quando venne, la vidi reclinare la testa all'indietro mentre diceva sottovoce: "mmm, è troppo bello!"
Pino aveva intrapreso un buon ritmo di pompaggio nella mia passera, proprio mentre Grazia sottolineava il suo godimento con un sospiro prolungato che provocò un brivido in tutti noi; vedevo la sua fica penetrata ancora da quell'uccello che volevo fottesse me! Roberto sotto di lei se la stava godendo alla grande, e Franco, sfilandosi dal suo culo avvicinò l'uccello proprio alla mia bocca. No, in bocca non glielo avrei preso dopo che lo aveva appena uscito dal culo di un'altra persona. Ma lui sembrava intenzionato a venirmi in faccia. Non feci neppure in tempo a ribellarmi quando i suoi getti si stamparono il primo sulla mia guancia e l'altro sulla fronte e credo anche sui capelli. Ecco, il primo maialino si era scaricato, e sazio, si mise in disparte a guardarci. Credevo che anche Pino fosse in dirittura d'arrivo, ma invece il bel tipo mi fece mettere su di lui per uno smorza-candela... ma non in fica, bensì nel culo...
Non ero vergine là dietro e complici anche le sue dimensioni non impossibili da contenere, ressi bene all'urto. Ora ero io che dettavo il ritmo della scopata e lui sembrava godersela un mondo. Intando Grazia alzandosi, si sfilò il cazzo di Roberto dalla fica e decise di fasi montare sdraiata comodamente con la pancia rivolta verso l'alto. Lui le salì sopra e seguì un'accoppiata carnale di quelle violente. Lui spingeva furiosamente dentro di lei e Grazia, con la gambe attorcigliate sulla sua schiena rispondeva colpo su colpo muovendo il suo corpo al ritmo delle sue spinte... una scena davvero grandiosa!
L'uccello che mi scopava in culo cominciava a dare i primi segni di cedimento, era chiaro che Pino stava per venire, specie da come accellerava i movimenti nel mio corpo. Lo tolsi da dentro, gli sfilai il preservativo e glielo presi in bocca. Volevo farlo godere in bocca, anche se il sapore della gomma del preservativo non mi è mai piaciuto. Ricordo ancora oggi il sapore dello sperma che mi riversò in bocca. Non fu molto abbondante, ma ricordo che era denso, di sapore acidognolo, ma tutto sommato non da disprezzare. Dopo che finii di bere dalla sua fonte, girai la testa per vedere se gli altri due mi stessero guardando. Solo Grazia mi ammirava, sorridendomi, mentre Roberto, accasciato su di lei, si stava ancora riprendendo dal suo orgasmo appena raggiunto. Non c'erano tracce di sperma in giro, era evidente che Grazia si era lasciata schizzare dentro.
Quando tutti fummo soddisfatti, non ci rivestimmo subito ma rimanemmo un po' a parlare così, tutti nudi, senza vergognarci della nostra nudità nè tantomeno di ciò che avevamo fatto... devo dire che la vergogna semmai poteva essere soltanto la mia, data che era la prima esperienza con loro. Quando Francesca venne ad avvisarci che era arrivata un po' di gente di là in negozio, ci rivestimmo lentamente, come fosse un rito e riprendemmo il nostro lavoro consueto, anche se un certo dolorino dietro lo avvertivamo un po' tutte...
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